Le startup in Italia sono un esempio lampante di come questo Paese si sforzi di rimanere al passo con il resto del mondo senza mai riuscirci davvero. Quello delle startup è un ambiente, per l’esperienza che ne ho, complesso, difficile e pericoloso.
Le startup in Italia sono un esempio lampante di come questo Paese si sforzi di rimanere al passo con il resto del mondo senza mai riuscirci davvero. Quello delle startup è un ambiente, per l’esperienza che ne ho, complesso, difficile e pericoloso.
L’Europa unita è forse il sogno più grande a cui la mia generazione può aspirare. Per raggiungerlo, c’è bisogno di un giornale europeo, libero, digitale, multilingue e capace di comunicare al maggior numero possibile di lettori e cittadini. Qualche idea da condividere con chi potrebbe dare il suo contributo.
Una riflessione sull’episodio di violenza di Bollate tra due ragazze minorenni, “La Giovi” e “La Sarah”, ripreso da un telefonino e pubblicato su Facebook. Senza moralismi, ma con qualche indizio in più per capire dove è nata la violenza e perché questo episodio è solo il sintomo di un problema ben più complesso, da affrontare senza moralismi e senza preconcetti.
Il giornalismo in Italia sta vivendo in questo periodo una fase cruciale della sua storia. Stretto tra la crisi, economica ma soprattutto identitaria, dei giornali cartacei, e l’esplosiva vitalità dell’informazione online, non ha ancora trovato i mezzi (l’oro) necessari al suo sostentamento e al salto di qualità chiesto a gran voce dai lettori. Analisi.
Sono stato aggredito nelle banlieue francesi nell’Estate 2012. La mia aggressione avvenne in un caldo pomeriggio d’Estate, nel pieno centro di Saint Denis, davanti al teatro Gérarde Philippe.
Villa Visconti di Saliceto di Cadeo (Piacenza) è una villa rinascimentale di inestimabile valore storico e culturale, che sta lentamente degradandosi, in una lenta agonia cominciata nel 1982, anno della partenza dell’ultima famiglia.
Sommario: Vita e opere di Gian Francesco Secchi de Casali, piacentino, fondatore e direttore del primo giornale in lingua italiana negli Stati Uniti, «L’Eco d’Italia» (1850-1894), e promotore della colonizzazione italiana di Vineland, nel New Jersey.
All’estero, dove ho studiato e lavorato a lungo, ho provato anch’io la sensazione di essere un “cervello” e non solo un “consumatore”. E non ero più dotato degli altri. Semmai, per la prima volta nella mia vita ho sentito di poter pensare e mettere in pratica le mie idee nello spazio di una vita umana. E a quanto pare non ero l’unico.
Chiuse le due discoteche, chiuso un cinema e l’altro aperto col contagocce, chiusi i circoli Arci, i locali brillanti, i luoghi alternativi. Il centro storico gentrificato a poco a poco, le banche che hanno preso il sopravvento sul numero dei bar aperti la sera. Tapparelle abbassate, ovunque, quando il Sole comincia a declinare. In venticinque anni che sono nato a Fiorenzuola ho visto questa cittadina spegnersi a poco a poco.
Ci stanno riuscendo, a far passare il messaggio che studiare non serve a nulla, se non hai un lavoro sicuro dopo. E che la cultura, la passione, la conoscenza delle cose del mondo debbano essere sottoposte al tariffario del “mercato del lavoro“.