CHI SONO

Mi chiamo Jacopo Franchi, vivo e lavoro a Milano, dopo aver trascorso i primi anni della mia vita a Fiorenzuola d’Arda, un piccolo paese in provincia di Piacenza. Ho passato la mia adolescenza tra borghi medievali e valli silenziose e disabitate, aspettando con impazienza il momento in cui avrei preso il primo treno utile per Parigi e correre “incontro alla vita“, come cantava Lucio Dalla qualche anno fa.

A Parigi ho scoperto l’esistenza di un nuovo mondo: non quello dei cafés letterari, ma quello di Internet e delle nuove forme di informazione digitale di massa. Dopo un breve periodo come studente Erasmus è qui che ho vissuto i miei primi anni dopo la laurea, iniziando la mia carriera nella redazione centrale di “Cafebabel.com(il primo magazine pan-europeo per giovani e giovanissimi), sperimentando la vita delle banlieue parigine, e proseguendo il mio percorso all’interno dei nuovi media online dove ho imparato le basi fondamentali della produzione e distribuzione di contenuti sui social media e motori di ricerca globali.

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Dopo gli esordi in un contesto internazionale, non del tutto privo di ostacoli, ho quindi cominciato a gravitare in orbita costante intorno a Milano, dove sono passato dal mondo del giornalismo a quello della comunicazione: tuttora accompagno, come libero professionista, aziende, istituzioni e organizzazioni nel passaggio da un mondo dove i clienti erano il “target” da colpire a un mondo in cui questi ultimi sono diventati un interlocutore alla pari, con cui costruire un rapporto di fiducia e di contaminazione reciproca sulla base di valori e obiettivi comuni.

jacopo franchi

Una delle poche foto in cui guardo verso l’obiettivo fotografico.

Rispetto a chi studia i nuovi media da una prospettiva puramente teorica, le mie conoscenze in questo settore nascono quindi dalla mia esperienza diretta con Facebook Business Manager, con Google AdWords e Analytics, con la creazione di siti secondo le metodologie SEO e la gestione diretta di account aziendali su LinkedIn, Twitter o Instagram. In un mondo dove le più importanti piattaforme digitali sono costruite a partire da un modello di business di chiaro intento pubblicitario, ritengo che lavorare nella comunicazione e nel marketing online sia un ottimo modo per studiare da vicino l’evolversi della tecnologia moderna e delle sue promesse spesso non mantenute, delle sue innovazioni non di rado fallimentari. In questo contesto ho iniziato a pubblicare nel 2016 i primi articoli e le prime interviste su questo blog, “Umanesimo Digitale“, e non ho più smesso di farlo.

Il mio obiettivo, di professionista e di studioso, è quello di demistificare le nuove tecnologie e contribuire al rinnovamento in chiave sociale e ambientale di queste ultime: per aiutare chi è meno esperto, o soltanto meno fiducioso nei propri mezzi, a trovare il modo di servirsi delle odierne piattaforme digitali senza esserne succube, andando oltre quel misto di reverenza e timore con cui molte persone oggi si avvicinano alla tecnologia; per provare, infine, a immaginare insieme nuove forme di comunicazione e relazione tra persone che dal digitale possano avere un impatto positivo anche nel mondo offline… e viceversa.

Una prima sintesi di questo mio continuo percorso di ricerca e sperimentazione “sul campo” lo trovate nel libro che ho pubblicato nel 2019, tre anni dopo la nascita del blog: Solitudini connesse. Sprofondare nei social media, disponibile in libreria, in biblioteca, e in free download sul sito web del mio editore per tutta la durata della pandemia (e oltre). Infine, se proprio non riuscissimo a trovare il modo di conoscerci di persona, potete sempre contattarmi tramite mail : rispondo, prendendomi il giusto tempo di riflessione, ma rispondo sempre.

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“Solitudini Connesse” e Covid19