UMANESIMO DIGITALE

Questo è un blog libero: libero da pubblicità, da marchette, dal bisogno di farsi trovare a tutti i costi su Google o di macinare utenti e visualizzazioni dai social per essere poi rivenduto al miglior offerente. È un blog scritto per le persone e non per i motori di ricerca, e in particolar modo per le persone che verranno; si ispira all’attualità ma senza il bisogno di rincorrere a tutti i costi l’ultima novità di Facebook o di Apple, l’ultima tecnologia miracolosa che dovrebbe cambiare una volta per tutte le nostre vite. Libertà, in questo senso, significa anche poter aspettare qualche giorno o qualche settimana per poter avere un quadro più chiaro degli eventi e fornire al lettore informazioni quanto più possibili complete e strumenti di interpretazione quanto più possibile elaborati. Per ora è accessibile gratuitamente, finché sarò in grado di finanziarlo in completa autonomia.

Nato nel 2016 come strumento di divulgazione e di riflessione sul rapporto tra esseri umani e tecnologie digitali, Umanesimo Digitale viaggia oggi spedito verso la soglia dei primi 200 articoli e ha come massimo obiettivo e aspirazione quello di diventare nel corso del tempo un vero e proprio “documento” storico per quelle ragazze e quei ragazzi nati in questo primo scorcio del XXI secolo, i cosiddetti “nativi digitali”. Il suo “target” ideale sono perciò quei giovani che, con ogni probabilità, trascorreranno buona parte della loro esistenza con un computer o uno smartphone in mano, in quel mondo “altro” dove distanze e temporalità si riducono fin quasi ad annullarsi, e che un domani potrebbero sentire il bisogno di chiedersi quali sono stati i principali eventi, gli uomini e le scelte che hanno portato le tecnologie digitali ad assumere un ruolo così preponderante nelle loro esistenze quotidiane.

L’Umanesimo Digitale è un nuovo filone di studi sul rapporto tra uomini e macchine

“Umanesimo Digitale” vuole perciò essere il lascito di un “nativo analogico”, nato nell’ormai lontano 1987 e che ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo digitale, alla generazione dei suoi cugini e amici più piccoli, e ai figli e nipoti di questi ultimi: una mappa per ritornare alle origini, dove la parola “Umanesimo” esprime il bisogno di mantenere uno sguardo d’insieme sul nuovo mondo digitale all’interno di un contesto ben più ampio e articolato, dove non tutto è destinato a smaterializzarsi o a digitalizzarsi per forza. Un filone di studi, al momento ancora allo stadio potenziale seppure non manchino le omonimie, che si propone di analizzare le complesse interazioni dell’uomo con la tecnologia mettendo insieme la conoscenza pratica degli strumenti con lo studio del contesto storico, politico e sociale in cui essi sono stati sviluppati e delle società in cui sono stati adottati.

In quanto documento storico, “Umanesimo Digitale” vuole fungere da monito e da speranza, quale modesto contributo per aiutare a mantenere al centro delle spinte centrifughe, che continuamente allargano i confini del possibile tecnologico ben oltre le previsioni allo stesso modo più ottimistiche e pessimistiche, l’uomo e i suoi bisogni individuali, culturali e sociali, che nessun algoritmo e nessuna “IA”, per quanto avanzati, riusciranno mai a soddisfare del tutto.

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