Un urlo di sofferenza: è la reazione più normale per chi sente parlare di “democrazia digitale” ai nostri giorni. La definizione è applicata a ogni forma di attivismo in Rete: dalle petizioni per il salvataggio di cani e gatti, alla pubblicazione sul sito del comune della lista della spesa del consigliere di centrodestra, fino alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Il risultato? Una gran confusione, e un dibattito pubblico che procede a singhiozzo, tra favorevoli e contrari, oppositori ed entusiasti. Di cosa, non si è ancora ben capito.



