Le ultime elezioni europee non hanno visto alcuna significativa innovazione dal punto di vista dell’utilizzo degli strumenti digitali. Mancanza di talenti, di risorse, o di coraggio?
I miti a bassa intensità nell’era digitale
Una riflessione sul bel saggio di Peppino Ortoleva “Miti a bassa intensità. Racconti, media, vita quotidiana” (Einaudi, 2019) nel contesto delle nuove narrative a combinazione algoritmica.
Sono solo chiacchiere da bar
In che modo la pagina Facebook di un quotidiano locale può diventare una fonte di testimonianze utile ad approfondire il retroterra culturale di una notizia di cronaca nera. Il caso di Manduria.
Difetti di fabbrica
Lo stupore universale con cui è stata accolta la notizia della scoperta di migliaia di “ascoltatori” professionisti dietro Amazon Alexa è il sintomo della condizione del lavoro umano in questi primi anni dell’era digitale.
Solitudini connesse: tutte le presentazioni
Tutte le presentazioni del 2019 di “Solitudini connesse. Sprofondare nei social media”, il mio libro pubblicato da Agenzia X Editore.
Di brand, social media e di giostre (risposta a Seth Godin)
Secondo il “guru” del marketing Seth Godin è giunta l’ora per i brand di “scendere dalla giostra dei social media” e di “tornare a offrire esperienze” ai consumatori. Basterà?
Solitudini connesse su CheFare
Come cambia la nostra percezione del mondo, degli altri e di noi stessi attraverso i social: una sintesi del mio saggio “Solitudini Connesse” pubblicata sul magazine di CheFare. Leggi l’articolo.
“Solitudini connesse” in libreria dal 24 gennaio
“Solitudini connesse. Sprofondare nei social media” è il mio saggio, pubblicato da Agenzia X Edizioni, in libreria e su Amazon a partire dal 24 gennaio 2019.
La società degli imprenditori
Se quello dell’imprenditore rimane l’unico ruolo professionale cui vale la pena dedicare le proprie competenze e ambizioni, quale destino attende le imprese così come le abbiamo conosciute fino ad oggi?
Umanisti e tecnici possono convivere in azienda?
Assumerli è facile, dare loro un compito altrettanto, metterli uno di fianco all’altro non pone particolari problemi. Il difficile arriva quando ci si aspetta che dalla loro vicinanza scaturisca quasi spontaneamente un modello di collaborazione da applicare ai diversi ambiti di un’azienda, di una società, di una classe dirigente.



