Con l’introduzione di Tips Jar su Twitter, in ritardo di anni rispetto a Facebook Stars, Twitch Bits, YouTube Super Chat, TikTok Diamonds e perfino ClubHouse Payments, si compie un nuovo passo sia verso la monetizzazione delle community di follower da parte degli autori di contenuti online, sia verso lo sviluppo di un nuovo canale di finanziamento delle piattaforme digitali, alternativo ai guadagni da inserzioni pubblicitarie.
Analisi
Tra possesso e accesso: i limiti del modello Spotify
A 15 anni dalla nascita Spotify introduce la possibilità per i podcaster, e solo per loro, di monetizzare dalle iscrizioni al proprio “show”, mentre i compensi della maggior parte dei musicisti restano sotto la soglia della dignità e i prezzi degli abbonamenti per utenti e famiglie continuano ad aumentare.
Il fintech per un Paese senza più filiali bancarie
Presenza sul territorio, creazione di una comunità locale di clienti e partecipazione di questi ultimi, personalizzazione dei servizi e denaro digitale: cinque aspetti critici per le fintech che aspirano a prendere il posto delle banche, nei territori in cui queste ultime stanno progressivamente riducendo la loro presenza.
E la chiamano trasparenza
Non solo Facebook o YouTube: anche TikTok, Reddit e ora perfino Twitch pubblicano i loro lunghissimi report annuali sulla moderazione di contenuti. “Dimenticandosi”, tuttavia, di fornire esempi concreti e rendendo impossibile l’accesso ai dati completi a ricercatori, giornalisti e semplici utenti.
Dalla disconnessione per legge alla disconnessione “by design”
Mentre l’ennesima giornata annuale della disconnessione trascorre nell’indifferenza generale, crescono ovunque le richieste di porre un limite legislativo al tempo di lavoro online. Ignorando, tuttavia, quegli aspetti della tecnologia che più di altri costringono lavoratori (e studenti) in uno stato di connessione perpetua e involontaria.
Il nuovo business del fact-checking
Non è volontariato, ma neppure giornalismo: luci e ombre dell’industria globale del fact-checking verso cui le grandi aziende tecnologiche stanno destinando risorse crescenti ma senza giungere a risultati apprezzabili in termini di qualità e trasparenza verso gli utenti.
Chi non vuole DuckDuckGo?
Nella settimana in cui DuckDuckGo supera per la prima volta le cento milioni di ricerche quotidiane molti si domandano perché i motori di ricerca alternativi a Google non riescano tuttora ad affermarsi a livello globale.
“Primum non nocere”: la censura reputazionale dei social media
Gli eventi che hanno portato al blocco e alla successiva sospensione di Donald Trump da Twitter sono un ulteriore indizio di come la censura sui social sia strettamente legata alla tutela della reputazione delle piattaforme.
La mia dieta mediatica, tra infodemia ed echo chamber
Nel corso del 2020 ho avvertito il bisogno di ripensare la mia dieta mediatica, dai giornali alle newsletter, per provare a uscire dalla “echo chamber” del lockdown ma senza lasciarmi travolgere dall’infodemia.
Dai middleware alla nascita di un “mercato” degli algoritmi
Che cos’hanno in comune Jack Dorsey, CEO di Twitter, e il gruppo di lavoro sulla democrazia in Rete della Stanford University? La proposta di dare agli utenti la possibilità di scegliere gli algoritmi di selezione dei contenuti.



