Dagli annunci adattabili alla rete di ricerca di Google Ads al formato “landing page to video” di TikTok Ads: che cosa succede quando la tecnologia prende il posto della creatività in ambito pubblicitario.
Perché la vendita di TikTok negli USA rischia di diventare un pericoloso precedente
Nei giorni in cui le attività di TikTok Usa sono oggetto di una trattativa serrata tra il Governo e le maggiori aziende tecnologiche del Paese, l’Europa (e l’Italia) restano a guardare.
Oltre il “lockdown”, verso la scuola senza classi
Che cosa mettere in discussione, che cosa imparare dall’ultimo “lockdown” che ha reso possibile la sperimentazione della didattica a distanza e asincrona per milioni di studenti.
Lo streaming non salverà (da solo) la musica
Immaginare nuove forme di sostegno economico al lavoro degli artisti, soprattutto per quelli attivi nel settore musicale, è una necessità di cui si discute da anni e che si è fatta ancora più urgente nel corso del “lockdown”. Le testimonianze della pianista Fiamma Velo e di Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti dei Manitoba.
“Grazie, non le faremo sapere”
Quanti sono i curriculum che non ottengono alcuna risposta da parte delle aziende? Eppure, non mancano oggi gli strumenti per rendere più trasparente il processo di selezione e aiutare le persone a non scoraggiarsi troppo presto.
L’educazione finanziaria nell’era digitale
Mentre WhatsApp introduce la possibilità di scambiare denaro elettronico tra utenti, e tra questi ultimi e le aziende, cresce il bisogno di un’educazione finanziaria che sia all’altezza delle nuove sfide poste dalla tecnologia digitale, soprattutto per quanto riguarda i minori.
Duemila anni di “macchine predittive”: il meccanismo di Anticitera
Recuperato dal fondo del mar Egeo e oggetto di analisi e studi approfonditi nel corso dell’ultimo secolo, il meccanismo di Anticitera è il primo e più importante esempio di macchina “predittiva” costruita dall’uomo.
Moderazione di contenuti: i limiti del modello centralizzato
La moderazione dei contenuti online non può più essere concentrata nelle mani di poche aziende private come Google e Facebook.
Il “data nudge” dei social media
L’ansia con cui molte persone spesso aspettano l’arrivo di un “mi piace” ai propri post su Facebook probabilmente non sarebbe la stessa, qualora potessimo avere la certezza di non aver parlato nel vuoto di fronte a un pubblico per noi invisibile.
Le imprese tra smart working e turnover
Sta facendo discutere la scelta di alcune grandi aziende tecnologiche come Facebook, Google e Twitter, di lasciare i propri dipendenti in smart working anche dopo la fine della pandemia: scelta illuminata e rivoluzionaria, o tentativo di limitare l’altissimo turnover?



