Vai al contenuto

Duemila anni di “macchine predittive”: il meccanismo di Anticitera

Recuperato dal fondo del mar Egeo e oggetto di analisi e studi approfonditi nel corso dell’ultimo secolo, il meccanismo di Anticitera è il primo e più importante esempio di macchina “predittiva” costruita dall’uomo.

Secondo gli studiosi Ajay Agrawal, Joshua Gans e Avi Goldfarb del Creative Destruction Lab e autori del libro “Macchine predittive” (uscito in Italia per Franco Angeli, 2019) la più importante conseguenza dell’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale di massa nel corso dei prossimi anni sarà quello di ridurre drammaticamente il “costo delle previsioni”, a beneficio di coloro che avranno accumulato per tempo grandi quantità di dati e sviluppato le tecnologie adatte per l’analisi di questi ultimi.

Prevedere le intenzioni di acquisto: utopia o realtà?

La capacità dell’AI di “individuare le informazioni nascoste” all’interno di grandi insieme di dati avrebbe come conseguenza, infatti, di aumentare la capacità di prevedere con una sufficiente dose di approssimazione una serie di eventi oggi affidati a forme di misurazione statistica tradizionali (e sempre meno efficaci, man mano che aumenta la complessità degli eventi stessi e del contesto in cui avvengono). Tra i tanti esempi citati nel libro, la possibilità di prevedere le “intenzioni di acquisto” dei consumatori attraverso l’intelligenza artificiale è ovviamente oggi la promessa che più di altre giustifica gli enormi investimenti di aziende private in questo settore, attirate dalla possibilità di acquisire un vantaggio competitivo sui concorrenti.

Dati, dati e ancora dati: l’accumulo di questi ultimi attraverso sensori di misurazione diffusi in ogni angolo del globo è la premessa indispensabile al corretto funzionamento delle tecnologie di intelligenza artificiale, tramite procedure di “addestramento” guidato di queste ultime che prevedono cicli continui di “training” e di “feedback” sorvegliati dagli addetti alle macchine stesse. Le “macchine predittive” non sono tali senza un sufficiente numero di dati: non è un caso, infatti, che i maggiori progressi nell’adozione di tecnologie di IA siano stati fatti da aziende come Google, Facebook o Amazon, e da Stati come la Cina dove la sorveglianza digitale di massa fa parte ormai della vita quotidiana di milioni di persone.

La prima “macchina predittiva” della storia dell’uomo

Malgrado i facili entusiasmi e le paure viscerali che l’intelligenza artificiale smuove ovunque nel mondo, è importante essere consapevoli del fatto che le “macchine predittive” non sono assolutamente un’esclusiva del XXI secolo. Il meccanismo di Anticitera, recuperato da una squadra di pescatori di spugne all’inizio del 1900 e oggetto di innumerevoli ricerche nel corso dell’ultimo secolo per ricostruirne l’esatto funzionamento, a partire dai pochi frammenti conservati intatti, è infatti uno dei primi esempi (meglio conservati) di meccanismi costruiti dall’uomo con il preciso intento di fornire ai propri utilizzatori una visione d’insieme di ciò che sarebbe accaduto negli anni a venire.

Secondo una vasta sintesi di queste ricerche, raccolta nel libro “La macchina del cosmo” di Alexander Jones, il meccanismo di Anticitera non sarebbe altro che una “macchina predittiva” analogica, naufragata insieme alla nave che la trasportava nel corso della prima metà del I secolo avanti Cristo. Considerato dall’autore del libro come “il più importante prodotto della scienza antica che l’archeologia abbia portato alla luce”, il meccanismo era in grado di mostrare su una serie di quadranti il ripetersi dei moti del Sole, della Luna e dei pianeti attraverso lo Zodiaco e su un’ampia scala temporale, grazie alla presenza di una serie di lancette e di figure in movimento azionate da un’unica manovella (come appare nella ricostruzione in 3D mostrata nel video seguente).

Una ricostruzione in 3D del meccanismo di Anticitera

In quanto immagine mobile del cosmo – scrive l’autore del libro – esso mostrava l’armonia e il contrasto tra i fenomeni celesti e quelli terrestri, tutti governati dal passare del tempo e sottoposti a profondi principi di regolarità. Dopo tutto, secondo i filosofi ellenistici, era proprio questa la più grande sfida dell’astronomia: ridurre l’apparente complessità dei fenomeni visibili a una serie limitata di movimenti fondamentali, costanti e regolari, adeguati a degli esseri divini”. Pensato per l’apprendimento degli studenti e dei semplici appassionati, il meccanismo di Anticitera mostrava con un margine di errore ridotto al minimo (secondo gli standard dell’epoca) ciò che sarebbe successo in cielo nei decenni e nei secoli a venire, grazie alle capacità di calcolo della allora avanzatissima scienza astronomica greca.

La “black box” di Anticitera

La Macchina del Cosmo, la copertina del libro di Alexander Jones

“La Macchina del Cosmo”, copertina del libro di Alexander Jones dedicato al meccanismo di Anticitera.

Se non è possibile riassumere in poche righe secoli di storia dell’astronomia greca, e degli influssi di quella egizia e babilonese su quest’ultima, è importante ricordare l’importanza fondamentale della raccolta dei dati nella nascita delle più complesse teorie predittive di calcolo astronomico nell’antichità. Dati accumulati nel corso dei decenni grazie all’osservazione empirica dei fenomeni celesti e registrati su apposite tavolette, secondo una pratica in uso a Babilonia fin dalla metà del I millennio avanti Cristo (e giunta fino a noi tramite le tavolette note come “Diari Astronomici”): “fu proprio grazie a queste iniziative – spiega l’autore del libro – che cominciò ad accumularsi un corpus di dati empirici che poteva essere usato per testare nuove teorie del moto planetario”. In quanto “macchina predittiva”, il meccanismo di Anticitera rappresentava visivamente l’esito di decenni di teorie astronomiche basate sul calcolo dei dati precedentemente raccolti.

Dalla previsione dei moti celesti, irraggiungibili e ritenuti manifestazioni di esseri “divini”, si è passati oggi alla previsione delle intenzioni di acquisto dei consumatori, sempre più imprevedibili e rappresentati nelle mitologiche forme di “buyer personas”. Ma le somiglianza non finiscono qui: se il meccanismo di Anticitera era una conseguenza della capacità previsionale degli astronomi dell’epoca grazie all’accumulo di innumerevoli elenchi di dati sulle ricorrenze dei principali fenomeni celesti, il funzionamento del meccanismo era accuratamente celato agli sguardi esterni tramite una scatola protettiva. Esattamente come le “black box” operative che caratterizzano i processi delle “intelligenze artificiali” di oggi, il meccanismo di Anticitera lasciava allo spettatore la sensazione di trovarsi di fronte a un meccanismo “magico”, di cui non era possibile ricostruire a posteriori l’esatto funzionamento.

Il passato che ritorna e le domande ancora aperte

Macchina predittiva ante-litteram, le previsioni del meccanismo di Anticitera erano tuttavia lungi dall’essere perfette, in ragione delle imperfezioni delle teorie astronomiche a cui immagine e somiglianza era stato costruito il meccanismo, e delle inevitabili imperfezioni del meccanismo stesso, seppur abilmente nascoste. Dopotutto, il suo scopo era nientemeno che quello di replicare i moti apparentemente eterni degli astri “divini”: malgrado l’impossibilità di arrivare a un simile obiettivo, esso “non poteva non suscitare domande sul reale funzionamento del cosmo e delle sue cause”, come sottolinea più volte l’autore del libro. In quanto strumento educativo, esso stimolava gli studenti alla riflessione sulla base di una visione semplificata e tuttavia di per sé comprensibile dei più complessi e duraturi fenomeni celesti.

L’intelligenza artificiale, probabilmente, andrà incontro alla stessa sorte. La sua promessa di prevedere il futuro a partire dalla disponibilità di un numero maggiore di dati rispetto al passato, a pensarci bene, è la stessa della promessa del meccanismo di Anticitera di anticipare la data esatta dei fenomeni celesti grazie alla disponibilità di un numero sempre più cospicuo di dati raccolti attraverso decenni di osservazioni astronomiche. Entrambe le tecnologie, analogica e digitale, si basano sull’ipotesi che il futuro sia nient’altro che una fedele riproposizione del passato e che i limiti della nostra capacità di “pre-vedere” coincidano con i limiti della nostra capacità di misurare e analizzare i dati disponibili in natura. Oggi, come in passato, la promessa delle “macchine predittive” dovrà fare i conti con la stessa, identica imprevedibilità delle vicende umane e celesti, anche se le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che scontate.

Se l’impossibilità di individuare regole assolute e definitive nel ripetersi di fenomeni celesti tra loro simili portò gli uomini delle epoche successive a interrogarsi sul significato stesso del concetto di tempo e ad arrivare, seppur a distanza di secoli e di innumerevoli conflitti, ad ammettere che anche gli oggetti celesti in apparenza così perfetti e “divini” erano soggetti alle stesse dinamiche di formazione e disgregazione degli oggetti terrestri, l’impossibilità di prevedere il futuro dei comportamenti dei “consumatori” potrebbe portarci alla conclusione che molti degli automatismi che oggi diamo per scontati non siano in realtà affatto tali. Che dietro alle motivazioni che portano le persone ad acquistare un prodotto o servizio vi siano cause estremamente diverse e che non possono essere spiegate alla luce di formule matematiche, per quanto elaborate esse siano. L’esito finale dell’IA potrebbe essere quello di aiutarci a mettere in discussione l’esistenza di automatismi (economici, sociali, politici) che per lungo tempo abbiamo dato per scontati, ma senza mai essere in grado di spiegarli del tutto: potrebbe essere questa , forse, l’eredità più importante delle nostre “macchine predittive” per le generazioni a venire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...