Quella villa del Rinascimento che sprofonda nei campi

Doveva essere una meraviglia a vedersi. La loggia a quattro arcate emergeva nella pianura spoglia al termine del viale. L’archivolto d’ingresso era la porta per il mondo dei ricchi, delle feste, delle cene sontuose da celebrare a tarda primavera. Il glicine secolare, che avvolgeva i pilastri del portico, simboleggiava l’unione mistica tra architettura e natura. Penso ai pellegrini della Francigena, agli uomini senza volto che lavoravano la terra, ai monaci benedettini. Per tutti costoro Villa Visconti di Saliceto di Cadeo doveva apparire come il simbolo di una ricchezza terrena apparsa nello sconfinato nulla dei campi coltivati. Finché nel 1982 l’ultima famiglia che l’abitava se ne andò…

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GLocal 2012, a lezione da Varese News

80.000 utenti unici al giorno, 36.000 fan su Facebook, 3.900 follower su Twitter e nuovi progetti di espansione. Dal 15 al 17 novembre 2012 tutti i grandi e piccoli attori del giornalismo online erano a Varese – al GLocal Festival – per andare a lezione da Varesenews. Il sito d’informazione che in Italia fa scuola nel mondo dell’informazione iperlocale. Potevo perdermelo?

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L’italiano torna al suo paes(ello)

 

Nove mesi a Parigi. Sono tornato in Italia, nel paesello che mi ha visto nascere e dove ho abitato per 23 anni su 25. Dopo nove mesi a Parigi, sono tornato al caffè espresso al bar, ai telegiornali in italiano la sera, all’invio giornaliero di curriculum e al tentativo di dare continuità alla mia carriera professionale di giornalista. Che, dopo l’esperienza dentro alla redazione di Cafebabel, ha avuto il suo battesimo del fuoco.

Citizen journalism e prosa di viaggio. Cafebabel è qualcosa di unico e che per lungo tempo resterà ancora inimitabile. L’Europa dei cittadini raccontata dai cittadini, un esperimento dove il giornalismo partecipativo si avvicina – per stile e contenuti – alle forme più classiche della prosa di viaggio o del racconto filosofico. L’archivio di Cafebabel sarà una delle più importanti fonti da cui attingere per ricostruire la vita dei “primi europei” dopo Maastricht.

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Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro – Enrico Brizzi (2007)

Ho letto questo romanzo di Brizzi in occasione di una ricerca personale sui pellegrinaggi contemporanei e l’esperienza di questi nell’opera degli scrittori. Brizzi ha compiuto un pellegrinaggio veramente, il che non guasta, sulla via Francigena, e da questo è nata l’idea per il suo romanzo, pubblicato con Mondadori nel 2007. Anche se la maggioranza dei lettori conosce ancora Brizzi per il celeberrimo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, qui vogliamo scoprire un lato più maturo del Brizzi scrittore, che a molti è ancora sconosciuto.

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Libera Nos a Malo – Luigi Meneghello (1963)

Ad avvicinarmi a quest’opera è stata la progressiva scoperta di un territorio, quello dell’alto vicentino, che ha dato i natali a Luigi Meneghello e che è sempre stato un centro nevralgico nel panorama culturale italiano (Santorso, vicino a Marano, ha avuto un ruolo importante nella storia degli incunaboli, con l’editio princeps del Canzoniere di Petrarca). Sulla mappa, è possibile disegnare un triangolo immaginario tra Malo, la città del titolo, Schio e Thiene, confini ravvicinati che la grande cornice delle Alpi racchiude e protegge.

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