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Wikipedia e la sfida “esistenziale” dell’AI: intervista a Ferdinando Traversa, presidente di Wikimedia Italia

Giovanissimo, laureando in informatica, coordinatore regionale di Wikimedia in Puglia dal 2020 al 2024, attivo per anni come contributore di Wikipedia, Wikidata, OpenStreetMap e di progetti dismessi ma di grande rilevanza come Wikinotizie: Ferdinando Traversa è il nuovo presidente di Wikimedia Italia dal 2025 e una delle voci più accreditate per comprendere, dall’interno, in che modo l’enciclopedia libera sta cambiando forma per rispondere alla grande sfida posta dall’intelligenza artificiale generativa.

Una sfida tecnologica, finanziaria, culturale ma soprattutto esistenziale: qual è il senso, infatti, di continuare a mantenere un’infrastruttura globale che ospita 60 milioni di voci, costantemente aggiornate da 300 mila volontari in tutto il mondo, in un’epoca in cui l’AI promette di rispondere a qualsiasi domanda? La risposta chiama direttamente in causa l’organizzazione che gestisce l’infrastruttura tecnologica dell’enciclopedia, la Wikimedia Foundation, di cui Wikimedia Italia rappresenta il “capitolo” nazionale.

Presidente Traversa, come è cambiata Wikipedia nel corso di questi 25 anni e quali sono state, secondo la sua esperienza, le trasformazioni più rilevanti?

L’enciclopedia è cambiata moltissimo anche se il suo aspetto esterno è rimasto molto simile a quello di pochi anni fa, ad esempio nella struttura della homepage e nel layout delle singole voci.. Il cambiamento più importante è stato di tipo culturale: siamo partiti da zero e siamo arrivati a ospitare più di 60 milioni di voci, di cui due milioni in lingua italiana. È stato inevitabile, da un certo momento in poi, dotarsi di linee guida, metodologie, regole più definite per salvaguardare quel principio di neutralità, gratuità e pluralismo su cui era fondato il progetto originario.

La homepage di Wikipedia il 1° giugno 2026: la voce in vetrina è scelta direttamente dalla community di volontari.

Al tempo stesso si è reso necessario introdurre sostanziali miglioramenti dal punto di vista tecnico, ad esempio sviluppando un editor visuale con l’obiettivo di semplificare il processo di inserimento e revisione delle voci per gli utenti meno esperti dal punto di vista informatico. Infine, dal punto di vista istituzionale abbiamo dovuto attrezzarci per far fronte a minacce crescenti in ogni parte del mondo: rischi di censura e di persecuzione di alcuni volontari che hanno contributo alle voci su personaggi, aziende, eventi politicamente sensibili. Alcuni editor di Wikipedia, oggi, sono sottoposti alle stesse pressioni a cui sono sottoposti i giornalisti d’inchiesta: il nickname non basta più per garantire il loro anonimato.

Come riescono a collaborare così tante persone, su argomenti così variegati e spesso controversi?

La forza di Wikipedia non risiede nel controllo dall’alto, ma nella capacità di far sentire le persone parte di un progetto che va al di là del singolo individuo. Fino a quando ci sarà il consenso della maggior parte dei volontari a raggiungere questo obiettivo comune, che è quello di promuovere l’accesso a una forma di conoscenza libera, gratuita, neutrale per tutti, Wikipedia continuerà a esistere. Scrivere, modificare, aggiornare le voci dell’enciclopedia è un processo che viene avviato dal singolo utente ma che incontra, istantaneamente, la collaborazione di altri. Su Wikipedia c’è sempre qualcuno connesso e pronto a intervenire per migliorare una voce appena pubblicata, integrare con ulteriori fonti una voce esistente e creata molti anni orsono. In questo senso, forme di riconoscimento come i WIkiOscar, i “semi” di apprezzamento, il tasto “ringrazia” hanno tutti un valore importante ma relativo: le persone contribuiscono perché vogliono sentirsi parte di una comunità globale, che genera un impatto riconosciuto e apprezzato da milioni di persone.

Esistono, tuttavia, altre community digitali, molto più numerose, dove gli utenti contribuiscono volontariamente e gratuitamente alla conoscenza collettiva, ma senza alcuna pretesa di neutralità e oggettività, come ad esempio i social media.

I social hanno rappresentato, da sempre, una fonte minoritaria di traffico verso il nostro sito, e questa proporzione è destinata a rimanere invariata – quando non a diminuire – nel corso dei prossimi anni. In maniera indiretta, tuttavia, i social sono responsabili del calo di lettori e di contributori attivi fra le fasce più giovani della popolazione, un calo che registriamo in maniera marcata soprattutto fra i Paesi occidentali. I giovani si aspettano sempre più spesso di trovare le informazioni sui social, di incontrare – scrollando nel proprio feed – qualcuno che spieghi loro eventi, persone, fatti nei pochi secondi concessi da un reel, una stories. Per questo motivo Wikipedia ha dedicato risorse crescenti per comunicare e comunicarsi sui social, aprendo da poco anche un profilo su TikTok. Al di là di quello che possiamo pensare, individualmente, dei social, abbiamo il dovere di provare ad avvicinare il pubblico più giovane e coinvolgerlo nel progetto, andando a cercare nei luoghi virtuali più frequentati dalle nuove generazioni.

Con AI Overview, la voce di Wikipedia dedicata alla storia del Bologna FC passa in secondo piano: l’intelligenza artificiale di Google fornisce una prima sintesi, ricavata in gran parte da Wikipedia stessa.

Oltre i social, diventa sempre più evidente come la vera sfida esistenziale di Wikipedia sia quella posta dagli strumenti di intelligenza artificiale generativa. Quanto è stato forte l’impatto di AI Overview di Google e come è possibile far fronte al calo del traffico?

Nel corso del 2025 abbiamo assistito a un calo dell’8% delle visualizzazioni globali di Wikipedia dovuto all’introduzione di strumenti come AI overview di Google e all’uso crescente di motori di ricerca basati sull’AI generativa. Al tempo stesso, abbiamo assistito a una crescita del 50% del traffico generato da bot di scraping delle pagine. Per questo motivo, la Wikimedia Foundation ha stipulato un accordo per limitare lo scraping delle voci entro un limite massimo e ricevere, in cambio, un contributo economico da parte delle principali aziende fornitrici di LLM. Una compensazione, seppur parziale, del sovraccarico dei nostri server e dei costi di infrastruttura, che sta assumendo una rilevanza crescente a livello di bilancio con l’obiettivo di guadagnare tempo e risorse per sviluppare risposte ulteriori, più efficaci, al calo globale di traffico e utenti.

Arriverà mai, in questo senso, il giorno in cui gli LLM sapranno rispondere a qualsiasi domanda estraendo informazioni da Wikipedia? Se sì, come riuscireste a sopravvivere?

Nello scenario peggiore Wikipedia diventerà una community online animata e visitata da un numero ridotto di persone, mantenendo intatti i suoi valori e continuando a sopravvivere come tante altre community virtuali, ridimensionate dal tempo e dalla forza degli eventi. Ritengo, tuttavia, che non sarà possibile sostituire l’enciclopedia libera con le enciclopedie AI-based, come il fallimento di Grokipedia di Elon Musk ha dimostrato. Le risposte fornite dall’intelligenza artificiale saranno sempre condizionate dai limiti strutturali della tecnologia: efficienza, risparmio, efficacia diventano limiti molto evidenti quando si parla di contenuti generati dall’AI. Le risposte che un LLM può fornire tendono a essere brevi, a senso unico, limitate dal numero di token che un utente può utilizzare. Al contrario, molte voci di Wikipedia si distinguono per il livello di approfondimento che sono riuscite a raggiungere nel corso degli anni, grazie al contributo di migliaia di volontari in tutto il mondo. L’AI tende, per sua natura, a favorire una visione semplificata e a senso unico: Wikipedia, al contrario, cerca di tenere insieme punti di vista diversi adottando un approccio neutrale, senza compiacere a tutti i costi i suoi lettori.

E se bastasse un prompt, ben elaborato, per raggiungere lo stesso livello di neutralità di una voce di Wikipedia?

Credo che Wikipedia debba, prima o poi, dotarsi a sua volta di strumenti di intelligenza artificiale che possano aiutare i nostri volontari a rimanere sempre un passo avanti rispetto alle voci elaborate senza il contributo umano. In futuro penso che assisteremo allo sviluppo di strumenti AI per aiutare i nostri editor a verificare le fonti, migliorare la leggibilità dei testi e individuare voci non enciclopediche. Penso a un’intelligenza artificiale che possa consentire anche una fruizione multimediale dei contenuti dell’enciclopedia, ad esempio in formato video. Nell’immediato, Wikipedia si serve di strumenti messi a disposizione dalla Wikimedia Foundation per individuare con maggiore velocità tutti i tentativi di manipolazione dei contenuti: è uno strumento che ha già dato prova di grande efficacia e che ci tornerà sicuramente utile in futuro, quando l’AI non si limiterà a “copiarci” ma cercherà – sotto diverse forme – di prendere il posto dei nostri volontari. Ci stiamo già preparando a questo scenario.

Wikipedia e i social media: le differenze spiegate in un minuto.

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Autore

Jacopo Franchi

Mi chiamo Jacopo Franchi, sono nato nel 1987, vivo a Milano, lavoro come social media manager, sono autore del sito che state visitando in questo momento e di tre libri sui social media, la moderazione di contenuti online e gli oggetti digitali.

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