Tra i dibattiti che ho seguito durante il raduno mondiale di Wikipedia a Esino Lario mi ha interessato particolarmente quello dedicato al programma Wikipedia Zero e alle sue conseguenze per il principio di neutralità della Rete. Ne ho parlato con Lionel Scheepmans, antropologo, membro attivo del French Wikiversity Project e con Adele Vrana, Head of Strategic Partnerships della Wikimedia Foundation.

Wikipedia Zero, secondo un articolo pubblicato sul blog della Wikimedia Foundation che ha lanciato il programma nel 2012 in Malesia, Uganda e Tunisia, ha raggiunto nel 2016 oltre 600 milioni di potenziali lettori in 64 Paesi, grazie ad accordi separati con operatori locali di telefonia mobile per consentire l’accesso gratuito agli articoli di Wikipedia in lingua inglese.

A Esino Lario, dove si è tenuto a fine giugno 2016 l’annuale raduno mondiale di Wikipedia, ho potuto approfondire ulteriormente le dinamiche di questo ambizioso programma e confrontarmi con alcune opinioni critiche a riguardo.

Wikipedia Zero, infatti, al momento pone una serie di interrogativi di non facile soluzione né per la community di Wikipedia né per la stessa Wikimedia Foundation.

Marco Chemello di Wikimedia Italia racconta il progetto “Wikipedia Zero”

Wikipedia Zero e le conseguenze per la neutralità della Rete

Nei Paesi dove la diffusione di Internet da device mobile è ancora fortemente limitata dai costi eccessivi applicati dagli operatori di telefonia, Wikipedia Zero consente l’accesso gratuito alle voci di Wikipedia senza alcun tornaconto economico né per la Wikimedia Foundation né per gli operatori di telefonia che offrono il servizio ai loro abbonati.

Coerente con il sogno di Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia, di costruire “un mondo in cui ogni uomo ha uguale accesso alla conoscenza”, Wikipedia Zero al giorno d’oggi rappresenta uno dei programmi di maggior successo della Wikimedia Foundation, e quello su cui si sono concentrate le maggiori critiche da parte dei sostenitori della “net neutrality”.

Il principio della “neutralità della Rete”, coniato per la prima volta nel 2003 dal professore Tim Wu della Columbia University, esclude che alcuni siti web possano essere più o meno privilegiati nell’accesso a Internet: Wikipedia, per il tramite di Wikipedia Zero, in molti casi sta tuttavia diventando il primo e unico sito accessibile da parte di milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo.

Tra i primi ad aver apertamente criticato il progetto Wikipedia Zero, Accessnow – una lobby no-profit che si occupa di promuovere e difendere il libero accesso alla Rete – sostiene che accordi come quelli instaurati tra Wikipedia e gli operatori locali offrano un valore aggiunto in termini di attrattività a questi ultimi, riducendo i margini per la crescita di nuovi operatori che potrebbero concorrere a un abbassamento dei prezzi.

Wikipedia sta inoltre riscuotendo un tale successo nei Paesi in via di sviluppo che, come svelato da un’inchiesta di Motherboard, negli ultimi mesi in Angola alcuni utenti hanno iniziato a usare il repository di Wikimedia Commons accessibile gratuitamente – grazie al programma Wikipedia Zero – per commerciare film e canzoni piratate, creando un network di file sharing clandestino in un Paese dove l’accesso a Internet da mobile parte da 2,5 dollari per 50 MB di dati su uno stipendio annuale di 720 dollari.

 

Il pericolo di una colonizzazione culturale della Rete

Per comprendere la portata di un progetto come quello di Wikipedia Zero è utile richiamare il caso di alcuni Paesi africani e del sud-est asiatico in cui il tasso di diffusione di Facebook è superiore a quello degli altri siti web.

Secondo quanto riportato da Quartz su risultati di diverse ricerche indipendenti, in quei Paesi dove un sito come Facebook monopolizza la maggior parte degli accessi si arriva al paradosso per cui numerose persone si dichiarano convinte del fatto che Facebook coincida con Internet stessa: una distorsione che potrebbe ripetersi anche nel caso degli utenti raggiunti da Wikipedia Zero.

Gli interrogativi sollevati dalla diffusione di Wikipedia Zero, come vedremo tra poco, rientrano infatti a pieno titolo nel dibattito sulla presunta colonizzazione della Rete da parte del mondo occidentale.

In una ricerca del 2011 era già evidente come la maggior parte degli interventi di modifica sulle voci di Wikipedia derivasse da utenti localizzati in Europa e Stati Uniti d’America, con un contributo minimo da parte degli utenti localizzate in altre parti del mondo (v. slide seguente).

Global distribution of Wikipedia edits - Bubble map for English.png

Su questo argomento, ho potuto raccogliere l’opinione di uno dei partecipanti al dibattito su Wikipedia Zero che si è tenuto a Esino Lario: Lionel Scheepmans, antropologo, membro attivo nel French Wikiversity Project in cui ha pubblicato numerose ricerche.

In una di queste, Wikipédia, média de colonisation culturelle occidentale, Lionel Scheepmans pone l’accento su una delle regole fondanti di Wikipedia: quella della disponibilità di fonti scritte e riconosciute come autorevoli per la creazione di nuove voci. In assenza di fonte la voce non viene comunque cancellata, ma è maggiormente a rischio la sua autorevolezza e verificabilità.

Una regola che vale anche per la modifica delle voci disponibili attraverso Wikipedia Zero, e che ci costringe a riflettere sul fatto che la maggior parte delle voci si basino per forza di cose su fonti scritte pubblicate nei Paesi sviluppati, dove ricercatori e studiosi godono di maggiori possibilità di pubblicazione rispetto ai loro omologhi nei Paesi in via di sviluppo. Per non parlare della difficoltà di creare voci che trattano di culture orali, la cui conoscenza a livello globale si deve a studiosi di origine occidentale.

Se con Wikipedia Zero è teoricamente possibile editare un articolo, inoltre, è banale ipotizzare quanto difficile possa essere modificare una voce attraverso uno smartphone di non eccelsa qualità.

Eppure lo stesso Lionel Scheepmans non se la sente di criticare in toto un programma come Wikipedia Zero, affermando che, per controbilanciare la predominanza delle voci di matrice occidentale e i gap determinati dall’importanza dell’uso di fonti scritte e autorevoli, potrebbe essere utile dare maggiore corpo a progetti come quello di Wikiversity e Wikinews.

Lasciare spazio a nuove piattaforme di sapere condiviso

Il progetto di Wikipedia Zero potrebbe – è la mia opinione – costituire paradossalmente un concorrente formidabile per nuovi progetti di sapere condiviso provenienti da quei Paesi in via di sviluppo dove, come abbiamo visto, la partecipazione alla creazione delle voci di Wikipedia è decisamente inferiore rispetto alla loro fruizione passiva.

Paradossalmente, il successo di Wikipedia Zero potrebbe ostacolare la creazione di nuovi progetti e piattaforme di sapere diffuso in quei Paesi dove Wikipedia si impone attualmente come prima e privilegiata fonte di accesso alla Rete.

Se Wikipedia stessa nasce per riempire un vuoto, il fatto che questo vuoto venga riempito “dall’alto” nei Paesi dove vi sono meno membri attivi dell’enciclopedia riduce i margini di crescita di nuovi progetti analoghi e concorrenziali di diffusione del sapere, magari in forme diverse da quella enciclopedica, paradigma tipicamente occidentale di strutturare la cultura.

Tre domande ad Adele Vrana della Wikimedia Foundation

La stessa Wikimedia Foundation, in ogni caso, appare consapevole delle contraddizioni create dal successo di Wikipedia Zero e non si sottrae al dibattito, se opportunamente sollecitata.

Tramite mail, ho potuto rivolgere ad Adele VranaHead of Strate1gic Partnerships per i mercati emergenti della Wikimedia Foundation – una serie di domande relative ad alcuni ipotetici scenari provocati da un uso non convenzionatale di Wikipedia attraverso Wikipedia Zero.

Le riporto qui così come sono state formulate, per consentire al lettore di farsi un’idea quanto più esaustiva possibile del dibattito in corso e della posizione della Wikimedia Foundation.

Come Wikimedia Foundation, come considerate il caso di un utente che potrebbe, grazie a un programma come Wikipedia Zero, pubblicare un contenuto la cui diffusione è vietata dalle leggi del suo Paese?

Caricare un contenuto soggetto a copyright senza il consenso esplicito dell’autore o di chi ne gestisce i diritti attraverso Wikipedia Zero è una chiara violazione dei Foundation’s Terms of Use, delle diverse policy elaborate dalla community, e della nostra missione di condividere contenuti di tipo educativo e in libera licenza attraverso i progetti della Wikimedia Foundation.

Wikipedia e i progetti Wikimedia rispettano il diritto degli utenti e consentono la condivisione dei soli contenuti la cui licenza è libera. La community degli editor di Wikimedia assicura che il contenuto diffuso attraverso i progetti Wikimedia rispettino questi standard, e rimuove i contenuti che violano i diritti degli autori e dei detentori del copyright.

In altri casi, gli editor possono lavorare insieme per adattare la maniera in cui un contenuto è pubblicato sui siti per adattarlo alle nostre policy. Per esempio, sebbene non sia solitamente consentito fare copincolla del testo in un articolo di Wikipedia, gli editor possono parafrasare, editare e citare il testo in questione per renderlo coerente con le policy in vigore.

Che cosa fareste, nel caso in cui un utente di Wikipedia Zero pubblicasse un film piratato, o l’intero testo di un libro di narrativa troppo costoso per la maggior parte della popolazione locale, o un documento sottratto illegalmente che però potrebbe servire a dimostrare atti illeciti commessi dal primo ministro del suo Paese?

In alcuni contesti, la community globale di Wikimedia aggiunge, modifica e revisiona regolarmente il contenuto dei siti di Wikimedia per assicurare il pieno rispetto degli standard qualitativi. Controllare il contenuto di Wikipedia e dei siti “fratelli” dipende dalla community: la Wikimedia Foundation solitamente non controlla, modifica o revisiona il contenuto che viene caricato su questi siti.

La Wikimedia Foundation supporta gli editor nei casi in cui si pone viene posta una questione di conformità alle norme relative alla licenza dei contenuti, ma anche nella maggior parte di questi casi la Wikimedia community agisce spontaneamente e in piena autonomia.

Gli editor rimuovono regolarmente i contenuti che violano le regole di copyright, inclusi materiali video non liberamente accessibili. Wikisource e Wikibooks supportano invece la pubblicazione di testi e libri, a patto che siano liberamente consultabili.

Credo che la mia ultima domanda non sia stata abbastanza chiara. Come Wikimedia Foundation, sareste favorevoli al fatto che alcune voci di Wikipedia potrebbero essere utilizzate – un giorno – come una sorta di “Wikileaks” per consentire alle popolazioni raggiunte da Wikipedia Zero di pubblicare contenuti e informazioni proibite dalle autorità locali, in un regime di dittatura?

Penso che questo scenario dovrebbe essere valutato caso per caso dalla community di Wikimedia, che è la prima a prendere ogni tipo di decisione editoriale.

Aggiungo che, come movimento e come spiegato nel nostro sito pubblico dedicato alle policy, siamo fortemente contrari a ogni forma di censura.

Articolo e intervista a cura di Jacopo Franchi