Dopo Instagram, anche Facebook ha lasciato trapelare l’intenzione di nascondere i famigerati “like” dai post degli utenti: siamo sicuri che sia una buona notizia?


Li elimina. Anzi, no, li nasconde. Meglio, li nasconde solo ai destinatari del post. Le precisazioni non sono mai abbastanza quando si parla di social network: dopo aver iniziato a rimuovere il numero dei like sotto ai post di Instagram (ma solo per chi guarda i post altrui scorrere nel proprio “newsfeed”), Facebook starebbe sperimentando la rimozione del famigerato “contatore” anche sui post degli utenti della piattaforma social per eccellenza… Con intenzioni tutt’altro che evidenti a un primo sguardo.

“Un’operazione di maquillage sociale”

A rivelare la prossima evanescenza dei like è stata la programmatrice Jane Manching Wong: secondo lo screenshot condiviso da quest’ultima su Twitter, potremmo in futuro vedere sotto i post dei nostri “amici” solo un’espressione generica di popolarità (del tipo “questo post piace a Marco Rossi e altri amici”) anziché l’esatto numero di “reactions” ricevute.

 

Non cambierebbe nulla, invece, per l’autore del post, che continuerebbe a vedere il numero esatto di “like” ottenuti: per dirla con le parole di Simone Cosimi, tra i primi a esprimere un giudizio critico sull’operazione in un articolo per Repubblica, quella di Facebook sarebbe “una complicata operazione ingegneristica di maquillage sociale. Far credere di aver eliminato il Like, ma di fatto, buttarlo sotto al tappeto”.

Difficile credere che quella di Facebook sia una genuina operazione volta a restituire agli utenti la libertà di pubblicare nuovi contenuti ogni giorno, senza ansia da giudizio e senza timore che i propri post non possano ottenere alcun “mi piace”. Se così fosse potrebbe rimuovere del tutto i “like” anche dal punto di vista di chi pubblica un nuovo post e – perché no – dare a quest’ultimo la possibilità di conoscere quante e quali persone hanno visualizzato il post stesso. Che cos’è un like, dopotutto, se non una conferma di non star farneticando nel vuoto?

Scompaiono i “like”, resta l’algoritmo (con i suoi errori)

Il “maquillage”, cominciato da Instagram e in arrivo su Facebook, tuttavia, non è solo un’incompleta operazione di marketing. Fino ad oggi, infatti, il numero di “mi piace” è rimasto l’unico indicatore che ci ha consentito di intuire il motivo per cui il post di un “amico” ha ottenuto più visibilità dei post di altri “amici” nel newsfeed (il flusso di notizie che occupa stabilmente la homepage di Facebook) a prescindere dalla sua effettiva qualità o pertinenza. Il numero di “like” è solo uno dei tanti parametri presi in considerazione dall’algoritmo nel decidere la visibilità di un post, ma – guarda caso – è l’unico che possiamo misurare anche noi, con la stessa rapidità di una macchina.

In questo senso, l’obiettivo strategico della rimozione dei “like” non è quello di liberarci dalla schiavitù del confronto ossessivo con gli altri. In prospettiva, la scomparsa dell’ultimo indicatore della “viralità” di un contenuto potrebbe portarci a fare ancora più affidamento di prima alle scelte compiute dall’algoritmo dei social: senza più distinguere tra ciò che è rilevante perché è “virale”, e ciò che è rilevante perché ci interessa, perché ha un effetto sulla nostra vita o sull’avvenire della nostra comunità.

Senza i “like” diventa più difficile capire se i contenuti di scarsa qualità sono più visibili di altri in conseguenza di un errore di progettazione dell’algoritmo, o se questi ultimi non sono diventati ormai la maggioranza dei contenuti esistenti (perché più visibili, perché siamo portati a prestare meno attenzione a ciò che appare in fondo al “newsfeed”). In un social dove i contenuti che l’algoritmo rende virali sono spesso falsi, imprecisi, o semplicemente di cattivo gusto, la scomparsa del numero di “like” sarebbe un modo per rendere meno appariscente l’attività dell’algoritmo stesso. Con buona pace di chi crede che sia solo una questione di vanità.