chiesa sant'andrea
La Chiesa di Sant’Andrea in Castelletto (Piacenza), foto di Luigi Franchi

Una parrocchia verniciata di bianco che mi accoglie all’ingresso del paese dei padri, dalla parte della montagna.

Un oratorio abbandonato dai fedeli dopo la costruzione dell’enorme diga che tutt’ora minaccia le sue quattro mura.

Un’abbazia millenaria di cui si conosce la storia solo grazie al lavoro generoso di qualche erudito appassionato.

Una chiesa diroccata dove la messa annuale è un sacrificio votivo al tempo che rende vani gli sforzi edificanti degli uomini.

Un eremo su un colle a pochi chilometri dall’asilo, dove ho mosso i primi passi nel mondo. E, lì vicino, un cimitero abbandonato nel solco di una valle coltivata a grano, le cui lapidi mormorano i peccati di un paese scomparso.

Non ho una religione, né un papa “buono” in cui riporre le mie speranze. Come in tutte le contraddizioni della vita, durante i pellegrinaggi nella Valle ho raccolto tra queste mura senza più idoli le tracce lasciate da un vecchio dio errante.